La douleur exquise

“Was I addicted to the pain, the exquisite pain, of loving someone so unattainable?”

 

Yes, I am.

 

 

E lo riconosco; e mi vergogno di me stessa, per quanto sappia che certe cose non sono poi così controllabili. E che, forse, ogni tanto è il nostro stesso organismo a richiederle. Si, credo veramente sia fisiologico, in determinati momenti della nostra vita, cercare la douleur exquise. Forse perché abbiamo bisogno di crepe nella nostra tela perfetta, per notare ancora di più la bellezza straordinaria dei colori, delle sfumature, delle linee.

E comunque… che ve lo devo dire io? Tornano sempre, sempre. Tornerà anche lui, lo so. Quello che non so, è se io lo vorrò ancora.

 

E i ricordi sono miei, miei, miei, e per il mio godimento eterno.

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La solidarietà tra Donne.

Tra donne, solitamente, non esiste.

O, se c’è è interessata.

Per questo, quando la trovo, tra Donne, mi si apre il cuore. Donne tradite, Donne sole, Donne ferite. Queste Donne hanno un animo splendente che va solo messo in luce, perché torni a brillare come merita.

Non lasciate sole le vostre amiche Donne, perché loro non lasceranno voi.

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La gente che non si fa i cavolacci suoi.

Capita eh.

E sono di quelle giornate che raramente dimenticherai.

Nella fattispecie, la sottoscritta lotta dalla bellezza di VENTIQUATTRO ORE VENTIQUATTRO con una serie di convinzioni espresse da un uomo, ovviamente suggerite da una donna, eh! Perché ricordate: se una donna può andare contro una Donna, lo farà! E poco importa se le è capitato di incontrarla due volte in tutta la sua misera esistenza, una per il tempo di una veloce presentazione, l’altra per una cena. Se ha deciso che voi siete il nemico, è solo questione di tempo: colpirà.

Poco importa che ci vadano di mezzo affetti e affari: lei mette la pulce nell’orecchio a lui, che perde la ragione e comincia a torturare due persone, oltretutto geograficamente quasi agli antipodi, di modo che non possano neanche confrontarsi.

Orrendo. Atteggiamento dittatoriale e inquisitorio che non mi è piaciuto affatto.

La mia vita privata riguarda me e me soltanto. Sono io a decidere chi deve sapere e cosa. Non faccio intrusioni in quella degli altri, anzi mi ritiro come un’attinia in pericolo quando qualcuno si “espone” troppo con me.

Le mie scelte di vita sono mie. E si, di chi le subisce con me, o sceglie di sua sponte di farne parte: di sicuro non costringo qualcuno!

Insomma, sono infuriata.

E, come se non bastasse, devo svegliarmi all’alba.

E andare proprio a trovare la persona che ha combinato questo incredibile casino sostenuto sul NULLA.

Dite che un gatto a nove code, nel bagaglio a mano, me lo fanno passare?

Chi vivrà vedrà. Qualcuno incroci le dita per me.

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Attenzione: i sogni si possono avverare. Ma…

Ora che lo so, posso crederci veramente?

Si avvereranno anche i miei, quelli più personali, o sono semplicemente condannata a portare fortuna al mio prossimo? 🙂

Se avete già seguito il blog avrete già capito che ho ben poco di cui lamentarmi, e che accetto solitamente le “cose tristi” della vita senza dannare nessuno, senza percepirle come una punizione… ci sono, ci devono essere. Punto.

Però anche io ho ancora qualcosa, nel cassettino, che aspetta da un po’… e vorrei vedere il progetto realizzato, a colori, senza più limitarmi a dargli un’occhiata di sfuggita, ogni tanto, perché soffro nel vederlo ancora su un foglio “di brutta”, ancora schizzo a matita, ancora nel limbo.

E ora che vedo persone in cui ho profondamente creduto realizzarsi in quello che avevano profondamente desiderato (e io con loro, anche se questo probabilmente cambierà drasticamente le nostre vite: è per questo il “ma…” del titolo. Quando desideri una cosa attento, potresti davvero ottenerla!) spero con tutto il cuore di vedere i miei “bozzetti” prendere vita. Perché in fondo si, sono sicura di meritarmelo. E lo scrivo con un sorriso sulle labbra e una lacrima di commozione.

Ah, ovviamente la notte ha portato consiglio. Forse quello sbagliato. Chi vivrà vedrà: parto. Vado a far parte del sogno di qualcun altro, per un soffio di tempo. (Memo: controllare che non esista un premio per il viaggiatore con il kilometraggio mensile più elevato. Nel caso, richiederlo.)

Lo ammetto: c’è qualcosa di meraviglioso anche in questa malinconia sconfinata che mi è presa, da quando ho capito che ora molte cose cambieranno… devo solo abituarmi all’idea e continuare a respirare. Ci sono davvero grandi possibilità che arrivano all’improvviso…

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Indecisioni!

Partire o non partire?

Lasciarsi andare o restare fermi sulle proprie posizioni?

Vivere tutto con cosciente incoscienza o seguire la coscienza?

Si, la mia vita è folle e sembra sempre più un contorto telefilm.

E, francamente, a me piace. E sono dolente del fatto che molti non percepiscano le reali potenzialità delle proprie esistenze.

Ora, la notte porta consiglio. O magari conduce sulla “cattiva strada”. Domani è un altro giorno e chi vivrà vedrà: chissà cosa sceglierò!

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Un piccolo memo:

Cose da non fare:

* perdere la testa;

* lasciarlo andare via;

* assillarlo;

* prendere un doppio caffè nero a mezzanotte: anche se siete assuefatte alla caffeina, come me, vi ritroverete alle 3:10 a sveglie come grilli, a pensare a qualcuno che sta dormendo;

* Ah, si: evitare di incontrare la moglie del tuo ex.

Cose da fare:

* proporre per la castrazione FISICA quell’idiota che mette in imbarazzo l’intero gruppo con battute sessiste degne di un maniaco sessuale, ancora convinto di essere un latin lover irresistibile;

* tenere sempre a portata di mano un libro sui gatti.

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La mia fortuna è la mia disgrazia.

Cuore in me
Diviso tra due visi
Cuore in me
Tu che desideri
Prendi e non sai se c’è
In te più colpa o più
Felicità

Quando lo sento, sono felice. Quando lo sento, trovo la calma.

Quando lo sento, mi batte il cuore. Quando lo sento, so per chi batte il mio cuore.

Quando lo vedo, mi sale il sangue al viso.

Quando lo vedo, so che darei l’ultima goccia di sangue per lui.

Quando lo vedo, seguo l’istinto.

Quando lo vedo, mi torna la ragione.

Come fare a meno di vedere o sentire, in questi casi?

Con una al sole
Con l’altra di nascosto
Una è amore
E l’altra è sangue al cuore
Una è sempre
Come l’eternità
Con l’altra il tempo è niente
E’ vanità

[“Cuore in Me”; Notre Dame De Paris, Riccardo Cocciante]

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