Diverse necessità?

Parlo di noi Donne, noi Donne Amiche.

Chi non ha mai visto sparire nel nulla qualche amica, inghiottita dalla passione dei primi tempi o dalla lobotomia scuoricinante di una nuova relazione di coppia?

Eppure, ogni volta, io ci resto male. Lo so che poi tornano, eh. Come nel caso dei nostri simpatici ometti che, dopo il dovuto e necessario tempo di defervescenza, tornano imploranti e pentiti, anche le Amiche vere fanno così.

Se non dovessero tornare, vuol dire che non esistono più: rassegnatevi. La vostra brillante Amica dai capelli fluenti e lo sguardo monello, regina delle feste e vostra complice diletta è stata plagiata, sottomessa e mutata per raggiungere il modello delle Stepford Wives o, peggio ancora (insomma. Non so cosa sia effettivamente peggio, in realtà) quello della tristona in tuta felpata, coda di cavallo perenne, crocs e calzettone di spugna.

Come avrete capito, la mia soulmate si è fidanzata e io sono gelosa. Ma no, non del fatto che si sia fidanzata. Cribbio, io ho già i miei guai. Numerosi guai. Sono proprio gelosa di lei. Perché lei è mia, mia, mia!

No, piano. Questo non è un amore saffico. Lo definirei un incastro di anime complementari e un’associazione a delinquere di stampo fascinoso.

Mi manca la mia socia, quando è sempre via con lui. Mi manca quando non posso raccontarle in tempo reale tutti i casini che combino, impegnandomi al massimo per tenere alto il mio titolo ufficiale di DANNO.

Mi manca e mi fa incaXXare, perché questo sparire dai radar è una stupidata invereconda. Perché ci è già passata e lo sa, lo sa, lo sa, che un fidanzato/marito/boh potrebbe essere per sempre, ma un’Amica vera lo è sicuramente. E, quando si era ritrovata nella disperazione per colpa dei mancati fidanzati/mariti/boh, c’era l’Amica a lavorare con lei per rimettere insieme i cocci.

Ma mi rendo conto delle sue nuove necessità: dell’annebbiamento mentale e delle nuvole rosa in cui sguazza beata ora, dei cuoricini che hanno sostituito gli occhi, della -stupida, concedetemelo- esibizione delle sue qualità di casalinga/madre/cuoca/colf/tuttologa messa in atto per convincere lui (lui: che poi, povero cocco, è già bello che bollito e servito con contorno. Dalla prima volta che l’ha vista. E non potrebbe essere altrimenti. Quindi, tutto il resto, è POSERISMO all’ennesima potenza.) dell’essere la perfetta altra metà della mela.

E io, queste cose, le tollero male. Perché se tu, uomo, vuoi davvero gioire dell’immensa fortuna di avere ME come compagna di vita, mi ti prendi così come sono: un giorno meravigliosa e un giorno con i capelli da spinone randagio. Un giorno dolce e adorabile, un giorno -anzi 5- con il ciclo. Con l’arrosto che può venire da Gambero Rosso o da bidone dell’umido. Perché tu, uomo, sei imperfetto quanto e più di me, quindi tira le tue somme e, nel caso, avanti il prossimo.

Oh, riprenderemo questo argomento al più presto.

Facciamo che questo sia un “Amica, piantala; Volume I”. Si attendono sviluppi.

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