Casoumano artistico

F’rst ov oll, comunicazione di servizio: grazie a chi ha continuato a leggere il blogghetto, nonstante la mia prolungata assenza. Grazie a chi si è tenuto in contatto, a chi ha scritto, a tutti, ecco. Un pelino di pazienza, ancora, e mi metterò in pari anche con le mail. Scusate, scusate, scusate.

Adesso, approfittando di un momento di magica quiete, intermezzo di puro fancazzismo tra una crisi isterica di gruppodipirlas e 32 -trentadue- mail dal medesimo contenuto, dalla medesima persona, per il medesimo motivo, che riceveranno la medesima risposta (per gli interessati, la risposta sarà,come da due settimane a questa parte: “ti ho detto che NON. LO. SO.”), vi introduco al personaggio che, amichevolmente, chiameremo casoumano#artistico.

Cominciamo subito col dire che, solitamente, l’artista-artista è un po’ caso umano. Non è una regola generale ma, spulciando un discreto numero di biografie, ci si rende conto che estro, genio e talento vanno spesso a braccetto col piccolo disadattato che alberga nei più reconditi anfratti della nostra psiche.

Questo, però, non giustifica chi tenta di apparire più artista di quello che natura vorrebbe, approfittando del proprio casoumanobeing: non vuol dire “sei un pitocco, quindi sei un artista genio incompreso”. Nah. Decisamente NAH.

Ora, vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole (e più non dimandare), si pone il caso che io conosca diversi soggetti, rappresentanti delle categorie di cui sopra.

Casoumano#artistico è tra loro. Ha già all’attivo diverse “opere” da forma e contenuto opinabili. I miei sentimenti verso casoumano#artistico variano dal “mi fa morire dal ridere” al “lo ammazzerei di botte ridendoci su”.

Non posso non ammettere che, questi giudizi, siano frutto, conseguenza e derivazione delle ultime, micidiali produzioni di siffatto artista. Tempo fa, quando lo conoscevo esclusivamente per le sue creazioni musicali, lo trovavo ancora stupefacente e autoironico. In poco tempo ho compreso che l’ostentata autoironia era una scarsa coperta a un ego immotivatamente mostruoso, che le sue opere di protesta veleggiavano da una protesta all’altra seguendo le mode e, soprattutto, che il soggetto in questione è un gran maleducato.

Dovendo ascoltare le sue creazioni musicali, trovo ancora caratteri estremamente validi tra un’esaltazione del suo essere e l’altra. Dovendo leggere i suoi scritti, talvolta mi sento smaniosamente attratta dalla canna del gas; altre volte vorrei iscriverlo a un corso di Italiano for Dummies; altre volte ancora, vorrei aprirgli la testa e sputarci dentro. Riconosco che, in alcuni estratti, si riesca ancora a scorgere del reale genio. Peccato sia nascosto da quintali di immondizia “di moda”. Dovendo valutare le immagini da lui proposte, ho sviluppato un senso di repulsione e sadismo verso i grassi corpi nudi, verso il voler stupire a ogni costo, verso il dover per forza schiaffeggiare il pubblico (si, si, è arte, lo so. Ma tutto questo filo-Cattelan&friends mi ha anche rotto un po’ le scatole.), persino verso il buon, vecchio black and white; insomma, genio dell’arte, prima di schiaffeggiare il tuo prossimo, guardati allo specchio e tirati due cartoni in faccia da solo.

Quando -frequentemente, per non dire “sempre”- non ottiene il clamore e il successo sperati, ovviamente commenta con acidissimi e tritatissimi la critica non capisce un caXXo, il pubblico è ignorante, sono un genio incompreso, io faccio un favore al mondo e lui neanche se ne rende conto, sono troppo complicato per queste menti ottenebrate blablablablabla…

No. Per quanto la critica possa essere inadeguata (spesso), il pubblico ignorante (si, e molto), il mondo ingrato (ebbeh, ci voleva lui…) ecc.ecc., tu NON sei troppo complicato e non ci vogliono particolari chiavi di lettura per apprezzare il reale motore creativo delle tue opere:

hai preso per le orecchie il concetto del “facciamo qualcosa che susciti clamore, anche se fa schifo, perché non sappiamo fare di meglio; così se lo disprezzeranno, potremo dire che è colpa loro” e lo hai fatto tuo, condendo il tutto con un’enorme dose di cafonaggine e immotivata superiorità che riveli in ogni singola occasione in cui ti sia concesso parlare.

In conclusione: se il pubblico non ti apprezza c’è l’effettiva, remota possibilità che tu sia un genio incompreso; prima di gonfiare drammaticamente il tuo già patologico essere, in ogni caso, rifletti sull’idea che i tuoi lavori facciano inorridire, semplicemente, perché sono brutti.

Nella speranza (vana) che legga tutto questo e si faccia un esamino di coscienza, vi rimando alla prossima puntata di “casiumani, un mondo da scoprire ed evitare”.

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4 risposte a Casoumano artistico

  1. Josè Pascal ha detto:

    Complimenti per il tuo blog.
    Ti invito a visitare ed eventualmente collaborare con Josè e la sua “scatola di latta” http://parolesemplici.wordpress.com

    Nel caso volessi, scrivi a inparolesemplici@gmail.com

    ti auguro una piacevole e serena vita

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