Don’t. Chapter 1: at work.

No, donna. Non fare la gattamorta al lavoro.

Non usare i tuoi occhioni cerbiatteschi, brevetto Bambi, per giustificare la tua incapacità.

Non cercare di passare avanti/fregare/sminuire/rifilare lavori che spettano a te/plagiare/rubare meriti/varie ed eventuali ecc.ecc.

Non farlo, soprattutto, con una Donna.

Te lo consiglio. Per la tua salute fisica. Per la tua salute psichica.

E soprattutto perché si, una Donna sa essere materna, comprensiva, buona, altruista, generosa, ecc.ecc. ma, ricorda… la vendetta di una Donna è qualcosa che, una donna, non può neanche immaginare. Perché, se la donna si è fossilizzata ai suoi 17 anni, credendo di aver raggiunto con la maturità sessuale (tette e zoccolaggine conclamata) il suo massimo sviluppo, sappi che, la Donna, è andata oltre.

E’ anche per colpa di queste esponenti della miseria umana, che ben si adattano a tutti i clichè imposti dalla società maschilista e ampiamente ignorante, che la Donna viene ancora massacrata, in famiglia come sul lavoro.

Ci tengo a specificare che questo post NON dimostra la mia mancanza di solidarietà e sorellanza con il genere femminile. Anzi. Tenete presente che, le donne, sono quelle che ben difficilmente dimostrano solidarietà e sorellanza con le Donne e con le donne loro simili.

Se condividete l’ufficio, la casa, 4 piani in ascensore o la coda alla cassa con una qualsiasi di queste donne, sappiate che avete tutta la mia solidarietà e un abbraccio di consolazione molto “sorellesco”.

Con questo post, frutto dell’ennesima, pesantissima cagata combinata su lavoro da uno di questi esserini “ooooh, aaaah, uuuuh”, flap flap (e, per inciso, io non ho NULLA contro il flap flap, se usato in situazioni, luoghi ed eventi che non lo rendano terribilmente irritante, mortificante e fuori luogo.) apro la settimana, augurando a tutti voi di stare lontani da casiumani e derivati.

 

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9 risposte a Don’t. Chapter 1: at work.

  1. wannabefre ha detto:

    Poesia pura questo post. Sottoscrivo in pieno!

    • thisisalifestory ha detto:

      Oggi ho risposto, alla “donna” cui mi riferivo nel post che, se me ne avesse combinata un’altra tanto grossa, l’avrei appesa al muro con dei ganci da prosciutto. Non credo abbia afferrato quanto NON stessi scherzando. Ci andava di mezzo un minore, nell’ultimo casino da lei creato e totalmente IGNORATO. E la mia pazienza ha un limite. Valicato almeno 20 anni fa. Quindi mi si provoca a proprio rischio e pericolo. Eppure sono buona, eh.

  2. applauso per “brevetto Bambi” 🙂
    ciao collega blogger, ogni tanto faccio un giro alla ricerca di nuovi blog che destino il mio interesse, e tu l’hai fatto. Stile dinamico e brillante, con parentesi umoristiche: mi piace.
    Penso che ti seguirò, a presto.

  3. Farnocchia ha detto:

    di donnette-casi-umani ce ne sono pure all’università e devo dire che negli ultimi 10 giorni ho rischiato più volte la denuncia causa troppa facilità con la quale ste tizie mi facevano saltare i nervi!

    • thisisalifestory ha detto:

      Farnocchia bentrovata 🙂
      Come ti capisco… tuttavia, non dobbiamo dar loro più importanza di quel che meritano (nulla). Devo proprio pensare a un post sui “rimedi” anti-donnetta.

      • Farnocchia ha detto:

        BENTROVATA..hai detto proprio bene…è da un po’ che non passavo, mea culpa!
        Però mi son già messa in paro…e quando farai il post sui famosi “rimedi” sarò la prima a commentare..giurin giurello!

  4. thisisalifestory ha detto:

    Ma no, quale “mea culpa”… sono io che trascuro il blogghino. 😉
    I rimedi che mi vengono in mente ora sono tutti contemplati nel codice penale -è tutta colpa dell’influenza, sia chiaro. Io sono una personcina così a modo!- quindi sarà meglio che mi metta a cercare qualcosa di più… ehm… meno… si, insomma, avete capito. Etciù.

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