Casiumani con l’erezione

Alla ricerca del perché delle volgarità per strada e delle spacconate maschili che passano il limite.

Ho una quantità di bozze, articoli da rivedere, link da studiare e foto da sistemare che sarebbero sufficienti per 4 blog, per i prossimi 3 anni.

Vorrei solo avere più tempo. Bon, nell’attesa di un bonus temporale, che mi permetta di comporre post dal significato più profondo di “io, amici, felice”, vorrei analizzare con voi un comportamento maschile che mi è sempre rimasto oscuro.

Prego i lettori di sesso maschile (lo so che ci siete) di esporsi e aiutarci nella comprensione. Saremo buone, sarò buona; sono seriamente animata da reale interesse scientifico.

Partiamo dall’evento scatenante: ieri, orario prandiale, stavo uscendo da miserevolebuconelseminterrato -che poi è un ufficio di certimostridiscienza-.

Dato che, persone normali, non accetterebbero mai di lavorare in una specie di rimessa per biciclette, 6 metri sotto il livello del mare, illuminata solo da neon ospedalieri e con il ricambio d’aria di un pozzo petrolifero, stanno costruendo -nonostante i tentativi di “oh ma quante ne volete, persino una presa d’aria!”- una nuova palazzina, proprio di fianco al triste mausoleo attualmente occupato.

Questo implica la presenza di muratori. Evvabbè. Avete già capito dove voglio andare a parare.

Mentre salivo a riveder le stelle, sono cominciati gli urli da parata da accoppiamento degli oranghi, i fischi e le risatine da camerati. Amen. Non ci faccio molto caso. Spesso, anche da certe manifestazioni da esubero ormonale, si estrapolano complimenti gentili, apprezzamenti più o meno velati ma, comunque, gradevoli.

Senza pensarci, mi tiro su i pantaloni che erano un po’ scesi, di circa un centimetro e mezzo (avevo anche la cintura, nda). Indossavo anche un paio di collant neri, coprenti, 50000 DEN, sotto i pantaloni (si, sono insofferente al freddo umido).

E mi sento urlare, da una di queste cime tempestose “Tanto le mutande ti si vedono lo stesso!”.

Vi garantisco che, la tal cosa, era assolutamente impossibile. Mentre tutti i colleghi e i presenti ridevano, io mi sentivo sprofondare.

Ripeto, stavo uscendo da un luogo di lavoro, dove si richiede comunque un certo atteggiamento, una certa professionalità, un certo tono, un minimo di dignità.

Perché dovermi urlare una cretinata del genere, per il puro gusto di imbarazzarmi?

Si, la domanda appena posta contiene già la risposta.

Ma io, povera Donna evidentemente limitata, non comprendo quale processo mentale trovi divertente una situazione del genere. Come ogni sorta di commento volgare, di “vieni qua che ti faccio vedere io” ecc.ecc.

Mi spiego meglio: bene, mi hai fischiato e urlato volgarità miste e irripetibili. Ora, nella tua povera mente di deviato, credi davvero che io cada ai tuoi piedi, implorando una notte rovente con te? O che, andando via, rimpianga di non avere un simile monumento alla mascolina virilità, di fianco?

In realtà, rimpiango solo di non avere una muta di dobermann feroci e affamati, da sguinzagliarti contro.

Ovviamente, questo è solo uno dei tanti episodi simili o parzialmente sovrapponibili. Un piccolo episodio, quasi una sciocchezza. Uno dei tanti. Ce ne sono ben altri, e ben più gravi.

Perché si, so che è una stupidata, che i problemi veri sono altrove… ma resto sempre convinta che, alla base di tutto il peggio di questo tristemondomalato, ci sia un substrato impressionante di ignoranza&mancanza di rispetto, in comune.

Quello è un luogo di lavoro, dove io ho i miei compiti da svolgere, in mezzo a una squadra di uomini, di fronte ai quali non voglio essere messa in imbarazzo per alcuna ragione.

E’ chiedere così tanto, per caso? E si che, questo, dovrebbe essere un paese civilizzato, con una scolarizzazione (alla base della presunta civiltà) ottimale e praticamente obbligatoria.

Sono sconfortata; evidentemente ci sono delle differenze organiche che rendono, certi menti, non permeabili dalla forma concettuale più elementare di rispetto e buon senso.

Non credo proprio che tutti gli uomini siano così. Per questo mi riesce ancora più difficile concepire l’esistenza di certe bestialità, in pieno 2010, quando ormai non ci sono più scuse valide per giustificare un’ignoranza tale da calpestare, senza rilessione e pentimento, la dignità di un essere umano.

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5 risposte a Casiumani con l’erezione

  1. bianca ha detto:

    Manca il rispetto e c’è la solita identificazione della donna come oggetto sessuale, non ti urlano quelle cose per fare colpo, ma proprio per metterti in imbarazzo e dimostrare che loro sono quelli forti. Purtroppo questi sono problemi veri, e la colpa in un certo senso non è solo del muratore, perché che immagine della donna gli viene proposta quando torna a casa e accende la tv? Di certo non quella di una persona da rispettare. E cosa gli viene insegnato da piccolo? Che in quanto uomo ha delle caratteristiche di un certo tipo: è coraggioso, intelligente, mentre le femmine sono tranquille, e soprattutto da definire in base all’aspetto fisico. Hanno fatto dei sondaggi chiedendo agli alunni di alcune classi elementari di definire le caratteristiche di entrambi i sessi, e mentre gli aggettivi più usati per indicare i maschi si riferiscono a capacità intellettuali quelli per le femmine sono “carina” o “invidiosa”, alle bambine per prime viene insegnato che essere belle è tra le cose più importanti! Poi per fortuna esiste la possibilità di istruirsi e molti uomini considerano la donna in quanto persona e sono disposti a darle le stesse opportunità che hanno loro, ma siamo ancora ben lontani da una società in cui viene richiesto il rispetto. E purtroppo molte donne neanche se ne rendono conto. (scusa per il papiro XD)

  2. clarinettem ha detto:

    Non posso che associarmi a Bianca.
    Purtroppo, sempre più negli ultimi tempi, il concetto di “donna” viene assimilato a quello di “oggetto”.
    Non c’è rispetto, perché non serve. Perché a una donna piace, secondo molti uomini, sentirsi tirar contro apprezzamenti anche pesanti. E il perché (uno dei perché, almeno), è secondo me presto spiegato: accendi la tv a qualsiasi orario, basta capitare su Studio Aperto all’ora di pranzo. Donnine mezze nude (se non tutte nude) che sorridono e sghignazzano di fronte all’obiettivo e alle telecamere, stupide che chiamarle oche sarebbe un’offesa a quegli intelligenti animaletti.
    Stante che, a mio parere, donne nude alle 12.30 non vanno fatte vedere in tv, figurarsi a quello che chiamano telegiornale. Sarò anche bigotta, ma è una questione di principio e di educazione: se un bambino vede una donna comportarsi così, essere usata e presentata come un oggetto… poi cosa gli vien da pensare? Essù.

    E poi ci sarebbe da fare un altro discorso. Forse un po’ più politico. Anzi, sicuramente un po’ più politico.
    Basta dare un’occhiata in Parlamento per farsi un’idea e non volendo per forza schierarsi con uno o con l’altro partito, no. Che sia vero o meno, fondato o meno, c’è sempre il pensiero nemmeno troppo fugace che una donna si trovi lì “perché l’ha data via”. Soprattutto se si parla di una donna bella. Stesso discorso nelle altre istituzioni e nelle semplici aziende.
    Ci sono nostri politici (uno del PdL di cui non ricordo al momento il nome l’ha dichiarato proprio qualche settimana fa) che sostengono che non c’è nulla di male a prostituirsi per fare carriera .

    In più la situazione andrebbe cambiata nelle famiglie, dove le madri hanno spesso un ruolo di tuttofare che le pone “un gradino più in basso” rispetto al maschio dominante.
    E’ una questione di educazione e di rimbambimento mediatico, prima di tutto. Si potrebbe scrivere per ore senza mai trovare un punto, spaziando dalla pubblicità, all’educazione che viene inculcata alle bambine, ai comportamenti in famiglia fino a sfociare nella violenza di genere.

    Abbiamo un Ministero delle Pari Opportunità. Nel 2010 non dovremmo avere bisogno di un Ministero per far ‘sì che le donne abbiano le stesse opportunità degli uomini.

    E invece…

    (Smetto che sono finita a scrivere un papiro anche io :P)

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