Malcostume funerario.

Si è sdoganato l’applauso ai funerali (cosa vorrebbe dire? “Bravoooo! Sei morto, bravoooo!”?); il brindisi alla salute del defunto (l’ho visto con i miei occhi. E stavo per dare di stomaco.); le condoglianze su Facebook; le poesie-memoriali scritte da gente che, con il defunto, avrà scambiato 3 parole, una delle quali era “buongiorno” e l’altra “arrivederci”, lette in pubblica piazza alla ricerca di un audience più elevato; il fotomontaggio, per avere più scatti con il caro estinto (celebri le due psycho-gemelle delle cronaca nera nostrana ma non crediate siano le uniche); produzione di adesivi commemorativi (!!!!!!!!); buonismo sfrenato e profuso a dosi massicce in qualunque occasione, social network, momento di incontro e non (nel senso che se l’occasione non c’è o non la si vuole, la creano apposta.) ecc.ecc.

Insomma, un’eleganza senza pari.

Non posso e non voglio elencare tutto. Ne soffro, seriamente. Mi si contrae l’intestino e lo stomaco sussulta. E non è carino, quando si è in pubblico.

Poi, in un album fotografico online (ovviamente su Facebook, la fogna dei social network) di una certa vacanza di certe conoscenti, trovo una foto in posa faigatiratissima, sulla tomba di Jim Morrison, al cimitero Père-Lachaise. Sotto,un commento tanto bimbominkioso e wannabepregnodisignificato che merita la pubblicazione:

Ai fans di Jim Morrison… direttamente dal Père-Lachaise… non un semplice cimitero ma un posto dove si incontreranno vecchi amici che si erano persi di vista. Del resto, com non considerare vecchi amici artisti che accompagnano la nostra vita???

Si, lo so. Non vomitate davanti al mio blog, sono impressionabile.

Ovviamente, immediatamente sotto, troviamo il commento di una fanz commossa fino alle lacrime, che dichiara la sua devozione alla causa e che loda il prezioso prodotto letterario. Burp.

Possibile che, la morte, sia diventata il nuovo nero?

Consoliamoci mandando allegramente a quel paese uno sfigato a caso. Come? Iscrivetevi a Travian o a qualsiasi altro war game online; distruggete il villaggio più vicino; aspettate che il suo proprietario vi scriva pm ridicoli, tentativamente minacciosi e pieni di insulti scritti in runico delle Ande (e, ovviamente, inviatene una copia a thisisalifestory@virgilio.it); rispondetegli insultandolo in maniera universalmente comprensibile e cancellate l’account, dopo avergli distrutto, con un ultimo attacco degno dei Cloni, tutti i campi di grano.

Tornando ai Casi Umani del primo paragrafo: ovviamente, nel caso dovesse capitare prima a loro, io sarò quella vestita di paillettes rosse, che danzerà la macarena davanti alla loro lapide, scattando foto artistiche e distribuendo fiori, frutta fresca e cotillons. Mi sembra giusto restituire tanta sobria eleganza e tanto sofferto rispetto per il dolore altrui.

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