La febbre degli anni ’80.Ma che dico: la colica.

Ce li stanno riproponendo ovunque, comunque, in tutte le salse.

Nulla in contrario, per carità: meglio questo di altro. Insomma, si stava meglio quando si stava peggio ecc. ecc.

Ora, volendo lasciare da parte la retorica, le frasi fatte e le “sciapate” in generale, facciamo tutti un minuto di silenzio per la dipartita neuronale di massa di certi autori televisivi (no, no; io non specifico il titolo dei programmi. I miei lettori saranno pure abbastanza svegli da capire a chi/cosa mi stia riferendo).

Questo post nasce da una DISCUSSIONE (si, quando parlo con certe persone, ho sempre l’impressione che si stia per salire su un ring. Ma… un bel corso per il controllo della rabbia, no?!?) avuta ieri con un uomo, anche più “datato” di me.

Si rideva, tra amiche, sul telefilm College, attualmente riproposto in 3° serata su un canale del digitale terrestre. I commenti negativi (ma tanto negativi, nonchè volgari e “violenti”) dell’uomodicuisopra ci arrivano addosso come una doccia gelata. Abbiamo risposto con gentilezza, spiegando che, in fondo, erano meglio quei telefilm ingenui, tonterelloni, pieni di episodi ridicoli e buoni sentimenti, di certe nuove produzioni che trascendono l’umana volgarità per creare nuovi confini di disgusto.

Niente da fare; ci prendiamo delle IDIOTE che non capiscono nulla di “cinema”. Mi salta la mosca al naso. Gli spiego, intanto, la non appropriatezza del termine cinema, in un discorso simile; gli rigiro quindi la stessa carica di insulti (opportunamente parafrasati, perché io sono Una Signora, a differenza sua… ahahah!) e, in un momento di infinita bontà, perdo 37 minuti della mia esistenza a spiegargli quanto le nuove generazioni siano disincantate, quanto i bambini di allora fossero effettivamente bambini e non prostitute minorenni, quanto sia peggiorato il costume generale negli ultimi 20 anni ecc. ecc.

Insomma, alla fine del discorso mi ero quasi rotta le palle da sola e mi era scesa una depressione che, quella del ’29, era ‘na botta di vita. Spero almeno che, lui, abbia aperto un pochino gli occhi sulla possibilità che, altri esseri umani, possano avere idee diverse dalle sue. Non credo ma, la speranza, è sempre l’ultima a morire.

Con questo ennesimo tripudio di retorica riprendo, per le orecchie, il filone anni ’80. Anche la mia estate è stata costellata di eventi “a tema”. Alcuni, più che eventi, sembravano celebrazioni rituali di commemorazione; ne avevano anche lo stesso grado di allegria.

Altri, devo ammetterlo, avevano il loro fascino. Vi propongo due minivideo, estratti di due serate veramente graziose, divertenti, senza troppe parrucche gonfie e orrori stilistici.

Lo avete riconosciuto? Sandy Marton, miei cari. L’uomo di People From Ibiza. L’uomo che andò a intervistare Craxi. Una persona alla mano, simpatica, cordiale, assolutamente grata al destino e a chi si è presentato per vederlo cantare (assolutamente in playback) suonando la sua tastierina (senza neanche un jack attaccato! Viva la finzione spudorata!!!). L’ho semplicemente adorato. Mi piacciono le persone consapevoli delle loro capacità, dei loro limiti e che riescono a “tenere” il palco in ogni caso.

Un’altra chicca; stesso locale, serata diversa. Si riallaccia perfettamente al discorso dei “certi programmi su certi canali televisivi” e, vi dirò, sono felicissima di averla vista live.

Chi non ha riconosciuto questa, evidentemente, ha compiuto da poco 6 anni e deve andare in castigo dietro la lavagna. Bella come solo una bella donna ben conservata può essere, si è presentata con questi due manzi danzerini che han fatto sciogliere anche le signorotte più mummificate. Non vi sto neanche a descrivere gli sguardi allupati degli uomini presenti; sembrava non ne avessero mai vista una… l’atmosfera sotto il palco era assolutamente invivibile e, per resistere fino alla fine dell’esibizione (peraltro molto corta, e la splendida non si è voluta concedere in nessun bis.) ho consumato i tacchi a furia di calci negli stinchi di morti di faiga e loro simili.

In queste due specifiche occasioni, gli anni ’80 mi sono piaciuti. Forse riescono a fondersi bene con l’estate; in altri tentativi di riciclo, mi sono piaciuti molto meno.

Devo concludere qui il post; mi aspetta un lungo viaggio (in moto!Qualcuno ha idea di cosa voglia dire, fare i bagagli da portare IN MOTO?!?) che mi terrà lontana dal pc per tutto il weekend. Avremo modo di parlare ancora degli anni ’80.

Figuriamoci, ormai sono ovunque. Siamo più anni ’80 oggi, che nel 1980.

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