New generation: such a waste.

Ieri sera, dopo l’ormai immancabile concerto quotidiano (‘na roba che io non avrei prodotto manco se fosse costata 4 panini con la porchetta e ‘na boccia di gazzosa, ma a sentire gentechenecapisceatronchi -ahahahah!- erano bravibravibravibravipulitissimi. Memo: indagare sulla nuova corrente IGIENICA che pervade il magico mondo dei wannabe-musicistaintenditore) abbiamo dovuto fare la nostra comparsata, in purissimo stile mammamiaquantomelatiromammamiaquantosofashion, al party di mezza estate di un celebre locale di qualche anno fa, chiuso per svariate -quanto ridicole- proteste dei ricchi signori alloggiati per due settimane in appartamentiprimafilamare.

Doveva essere la serata del gran re-opening, la serata della rivalsa, la serata dorata, danzereccia e godereccia che avrebbe valso un’attesa decennale.

Picche. Già dall’ingresso, la mole di motorini parcheggiati selvaggiamente sotto le palme, prometteva poco di buono. All’interno, una calca umana indescrivibile, ammassata dal pontino alla pista senza alcun ritegno. Luci ad effetto giorno (orrore!) un tristissimo tavolo geriatrico buttato a destra, una tavolata di sfigatissimi turisti partenopei a sinistra, che si facevano scattare foto bimbominkiose da camerieri frollati dal caldo e da altri ospiti, intriganti e divertenti come lische di pesce.

Dj e vocalist hanno provato, era evidente. Peccato che nessuno ballasse. Erano fermi, in piedi, spalla contro spalla in mezzo alla pista, con lo sguardo perso della mucca che guarda il treno passare, senza mostrare altro che orride t-shirt firmate, pantaloni dal cavallo tanto basso da sembrare un falabella, scarpe ultrapiatte e piedi sformati e arrossati. Schifo.

Dopo aver investito, con la nostra aura dorata, un gruppo di sfigati che -wow!- beveva annacquatissimo mojito in un angolo (uno degli sfigati è convinto di aver avuto una visione mistica, che lo ha percosso senza ritegno con una limited edition per farsi dire dove fosse il PR di quella cloaca; ero io) si è optato per una onorevole quanto necessaria FUGA.

Com’è possibile che non ci sia un ventenne in grado di muoversi a ritmo di musica (bada bene, non chiedo “che sia in grado di ballare”) dance?

Qual’è la loro idea di divertimento? Sostare tutta la sera, in piedi, in un locale pieno di gente sudaticcia e malvestita (non basta una firma per rendere indossabile un capo!), con un cocktail al catrame e una serie infinita di sigarette?

Mi sono sentita triste e depressa per loro. Per almeno 5 minuti. Poi, raggiunto un locale dove la musica consentiva di parlare, i camerieri erano ancora sorridenti e la clientela in possesso di licenza media superiore, ho rimosso l’evento.

Non li capisco, non riesco. Hanno soldi in abbondanza, motorini, auto, vestiti -orrendi- firmati, cellulari multitutto, palmari. Eppure sono tristi, piatti, vuoti, patetici. E ignoranti. Tanto. Ho captato frasi, in quella bolgia di anime perdute, che attestavano la loro totale mancanza di educazione grammaticale elementare. Paura.

Ricordo con nostalgia lo stesso locale, pochi anni fa. Eppure, con il tempo, dovremmo evolvere…

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Degenerazione umana, Mondo loco!, Racconti di ordinaria follia e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...