The importance of being provident

Mentre fuori viene giù tanta di quella pioggia che si fatica a distinguere una goccia dall’altra, ripenso al mio personal drama di ieri pomeriggio e tiro un grande sospiro di sollievo, dandomi della testa di caz cavolo da sola.

Sto già meditando l’acquisto di un supporto cartaceo adeguato, per ovviare al problema che leggerete, che provvederò a procurarmi non appena si renderà disponibile un mezzo anfibio, per uscire di casa.

Ieri, dopo anni di impeccabile servizio, la mia sim card vodafone ha raggiunto i Grandi Pascoli delle sim card. Accennava a segni di squilibrio già nell’immediato post-pranzo, durante una serie di lunghe telefonate con un figherrimo bassista; credevo fosse semplicemente il suo modo di dirmi “no, il bassista no!”. Poco dopo, l’amara scoperta: “Carta Sim rifiutata“.  Tentativi su tentativi, prove su altri telefoni. Nulla. Isolamento completo. Panico!

Il web arriva immediatamente in mio soccorso, mi basta googolare carta sim rifiutata per trovare questo (grazie, forum dei cellulari italiani, grazie.). Comincio subito a sudare freddo, pensando alla mole di dati che andrà perduta con la vecchia Sim. Messaggi, numeri di telefono: ricordi.

Mi prendo a calci da sola, mentalmente: proprio io, che mi sono sempre detta “non ti fidare della tecnologia, copia tutto in agenda”, ho sempre rimandato e mi sono trovata, al momento X, senza la copia.

Istantanea la sostituzione della scheda e, fortunatamente, i danni non si sono rivelati così gravi: buona parte dei miei ricordi sono salvi, nella memoria del telefono. Ho imparato la lezione; appena possibile andrò ad acquistare un bellissimo diario rilegato, magari uno di quelli in carta fiorentina, che sanno di romantico, elegante, ricercato e lussuoso, e mi darò all’opera amanuense.

Si, perché io vorrei evitare scene del genere, in un futuro prossimo o remoto:

Se un piccolo chip protetto dal corpo di un cellulare si è praticamente autodistrutto, chi può vietare la stessa sorte ad uno zip drive, piuttosto che a un dvd dati o qualsiasi altro supporto? Quante copie sono “abbastanza” per tenerci al sicuro da ogni eventualità? E chi decide cosa è sufficientemente significativo da meritare un back up, e cosa no? Ieri mi sono resa conto di quanto fossero importanti stupidi messaggi di 4 parole. Mai più senza un diario cartaceo.

Certo, è sempre uno shock rendersi conto di quanto telefonia mobile e internet abbiano cambiato drasticamente il nostro modo di vivere; io sono cresciuta nel grande cambiamento. Ricordo ancora i tempi in cui, per parlare con la mia amichetta del cuore, dovevamo telefonarci a casa. E quando ragazzi, per uscire con te, dovevano telefonare, magari sentirsi dire “no, non c’è” e richiamare. I tempi in cui gli appuntamenti si davano a un orario specifico e si doveva rispettare quello, perché non esistevano gli sms per scrivere “ma dove accidenti sei finita, intanto vado a prendere posto”. Siamo talmente assuefatti da queste comunicazioni continue da perdere le sane, vecchie abitudini. Tipo quella di copiare i messaggi di qualcuno che ci sta a cuore.

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