Nel nome della Luna!

Ieri sera (anche se, vista l’ora, dovrei scrivere “due sere fa”) ho realizzato uno dei miei sogni di bambina: ho visto cantare Cristina D’Avena, dal vivo.

So che può sembrare una scemenza impari a tutte; praticamente 3/4 della popolazione italiana over 20 ha visto cantare, almeno una volta nella vita, la Cristina in live; di questi, un buon 50% l’ha vista con i Gem Boy.

Fonte: sigletv.net

Io no. Ricordo ancora quando, forse a 5 anni, capitò l’occasione di andare a un suo concerto, con le altre amichette dei tempi che furono: io, la bambina che non si ammalava mai, presi un’influenza virale che mi schiantò a letto per due settimane, tra i rimbrotti dei miei -nell’immediato- e i compiti da recuperare -poi-.

Mi portarono, come premiodiconsolazione, un vinile (che ho ancora) de “L’Europa siamo noi”. Ma era una canzone che, oltretutto, non conoscevo. Ignoravo la potenza del messaggio global-affettivo e dei risvolti profetici, negli anni a venire.

Io volevo Memole, Lady Oscar, i Puffi, Magica Emy; ci sono voluti più di 20 anni ma gira e spera, spera e gira, quel che vuoi si avvererà: a sorpresa, li ho avuti.

Vorrei poter credere che sia un messaggio speciale per me: non importa come e quando, i tuoi desideri si avverano. Sei stata male e hai perso un piccolo sogno; ora stai male e il tuo piccolo sogno è tornato per tenerti compagnia.

Mi sono trovata davanti una Cristina D’Avena praticamente identica a quella che ricordavo; una voce perfetta, da Fivelandia N, nonostante le innumerevoli canzoni richieste dal pubblico, cantate anche a cappella, una cinquantina di bambini che le saltellavano intorno e una discreta brezza marina.

Lei, tanto meravigliosa che veniva voglia di portarsela a casa, troneggiava, dal suo metro di altezza, su un pubblico che aveva riempito una piazza di discrete dimensioni. E, da questa creatura quasi memolesca, esce una voce che ha incantato, nel caso specifico, una folla composta da personaggi di ogni età, stato sociale, etnia. C’erano le nonne, che ricordavano i pomeriggi passati a guardare i cartoni con i nipoti. I genitori dei bambini dell’epoca, oggi nonni, che rimpiangevano quei cartoni disegnati a mano, chiedendosi come mai abbiano nipotini tanto scemi da voler guardare Uomini e Donne. I nipoti di allora, adesso miei coetanei, che si struggevano al ricordo di un tempo che non tornerà mai più e dei meravigliosi cartoni che avevamo noi (altro che Gormiti e schifezze varie). I loro figli, che non conoscevano metà delle canzoni ma guardavano, rapiti, la fatina cantante… come se bastasse questo, a capire. Forse è così. Un sorriso dolce racconta mille storie.

Ha riproposto dei pezzi fuoridalgiro da secoli, ormai: Jem (il mio nome è Jem, sono una cantante, bella e stravagante e ballo il rock and roll), Il Mistero della Pietra Azzurra (ho pianto, lo giuro, ho pianto. E domani lo cerco e me lo scarico), kiss me Licia (Satomi!), Sailor Moon (che verrà riproposto in tv a breve! Nel nome della Luna!), Lady Oscar (come si fa a crescere senza aver visto Lady Oscar almeno 5 volte? Come?!?), Holly e Benji (devo dire altro?) e decine e decine di altre canzoni, più o meno famose.

Non schivava il pubblico, anzi. Lo dominava, lo cercava, interagiva e ne traeva nuovi spunti per cantare. Non si è fatta pregare per concedere auguri speciali di compleanno a vecchie fans ormai mamme. Non ha mai tradito un’espressione di noia o stanchezza. Ha sorriso a tutti. Tutti. Dal primo dei bambini che le muoveva il leggio sul palco, facendo la ruota, all’ultimo degli esauriti che cercava di scavalcare le transenne per rubarle un autografo. Una vera diva, di un universo speciale, dove gli animali parlano e le bambine dal cuore puro salvano il mondo.

Fonte: fantasyland.net

L’avrei mai detto, quando sono uscita di casa con le amiche, tra mille pensieri negativi e brutte sensazioni? Vale sempre la pena. C’è sempre qualcosa di straordinario, ovunque.


Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Lezioni di vita, Racconti di ordinaria follia, Strictly private e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...