Life goes on. Frase fatta e patetica per chi è in lotta con il patetismo.

Faccio una gran fatica a tollerare la gente che si crogiola nel dolore, che se ne vanta, che lo usa per raccattare sguardi di commiserazione e attenzioni dal suo prossimo.

Lo trovo profondamente irrispettoso per chi soffre, squallido.

C’è gente che, pur di attirare l’attenzione sulla sua miserrima esistenza, affoga nell’autocommiserazione più pura. C’è chi si dedica pagine e pagine di scritti, nelle forme più astruse (dal cartaceo al mefitico, onnipresente, tristissimo facebook), pur di avere tante persone che arrivino a portare il loro obolo di stucchevole compatimento (e magari vantarsene pure! Orrore!).

Non nego che, probabilmente, anche loro soffrano. Ma anche la sofferenza ha una dignità. Il dolore è una cosa troppo personale per essere seriamente condivisa con un link su FB. Scherziamo? Un link su FB?!? Ragazzi… ma andiamo! Sveglia! E’ facebook! Non si sputtana il proprio dolore su FB! Non si regalano ai morbosi voyeurs del webbe attimi di vita intima declinati alla quintessenza della sofferenza psichica e/o fisica!

Soprattutto quando lo strazio è realtivo a più persone, evitate di ferire anche i loro sentimenti: magari a voi può dare -una qualche contorta e deviata forma di- conforto, lo scrivere frasi piatte, insignificanti, fogliettobacioperuginastyle frasi su un social network; ma a chi legge, a chi soffre in silenzio, non pensate? Perché dovete essere così sguaiati anche nei momenti più delicati; perché dovete offendere i pensieri degli altri con simili bestialità?

Basta, con questo piangersi addosso per raccattare un abbraccio e un “mi dispiace tanto!” in più! Basta con i resoconti del pelo nell’uovo degli ultimi momenti… basta! Basta chiedere rispetto a gran voce, quando siete i primi a mancarne totalmente!

C’è chi piange dentro, chi urla dentro, chi ricorda e sorride fuori. Il tutto in silenzio perché, a volte, le parole non possono rendere… e allora risparmiateci lo schifo prodotto dalle vostre menti piccole e annacquate. Imparate a trattenere il fiato.

E’ molto più produttivo di certi sforzi letterari intrisi di pietismo e commiserazione.

Devo specificare che, tra questi fenomeni da baraccone del pianto, troviamo anche casiumani di nostra conoscenza, più altri di cui sto per parlarvi?

Special thanks to: chi mi sta vicino e chi mi rivolge un pensiero, sempre delicato e sempre adeguato; chi, nel dubbio, ha preferito guardare da lontano senza commentare: l’eleganza è anche questo.

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2 risposte a Life goes on. Frase fatta e patetica per chi è in lotta con il patetismo.

  1. Siege ha detto:

    Ciao Pulce,in questi giorni non riesco a beccarti per piu di tre secondi..concordo con te,come del resto sul 90% di quello che parliamo…mi stai plagiando bene^^
    Spero di riuscire a trovarti domani,vorrei farmi due chiacchiere con te.
    Un bacione e un abbraccio,se dovesse mai servire il misero aiuto di un Romano de Roma sai dove trovarmi 🙂

    • thisisalifestory ha detto:

      Pulce! Ti sento vicino ugualmente, che credi? Grazie. Non ci sono altre parole; solo “grazie”.
      Oggi ho l’ennesimo evento da fotografare e commentare, quindi credo ci sentiremo, più facilmente, nei prossimi giorni.
      Un abbraccio infinito, “giovane antico” 🙂
      (o è meglio “antico giovane”?!?)

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