Mr and Mrs Smith?

“State ristrutturando la casa… che bello…”

 

Ehrm. Sì, diciamo di sì.

 

E, ridendo come una scema, insieme al resto della squadra, vi rimando a prestissimo.

Con tutta la squadra, appunto. Perché questa è una storia che comprende anche altre persone. E non si smette mai, mai, mai, di cercare il meglio.

E, quando ci si rassegna all’idea che sì, siamo proprio noi quelli capaci di fare IL MEGLIO, all’improvviso le cose cominciano a marciare seriamente per la meta stabilita.

 

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A caccia di stile. Alla faccia dello stile.

Avete presente quel tragico momento -che poi tutte/i, prima o poi, abbiamo rimpianto- in cui, a domanda del “mastro coiffeur”, per un tragico scherzo del destino, ci si è spento il cervello e abbiamo risposto “faccia lei”?

Ecco. Facciamo che non si ripeta mai più. Dico MAI più. MAI, capito? MAI. E applichiamo la stessa filosofia anche alle “mastre manicuriste”.

Ho le unghie color… color… pelle di squalo. Si.  La parte grigio scuro, sul dorso.

Questo è uno squalo. Foto presa a caso nel web -chiedete e sarà rimossa-. Gli squali sono belli. Le mie unghie, ora, no.

Anzi, considerando che lo squalo è illuminato da gradevoli riflessi marini, su di lui quel grigio è bellissimo. Sulle mie belle manine, sembra solo che io mi sia pestata le falangi con gran gusto, in più occasioni, fino a renderle necrotiche. Bello, eh?

Ma parliamo di cose più gradevoli. Almeno, rifacciamoci il naso. Ma no, no, no. Non una rinoplastica. Sono stregata dai profumi di Byredo -almeno per i prossimi 4-5 giorni. Sono volubile-. Si, spendere una follia per un boccettino da reliquia è da ricovero. Me ne rendo conto. Non ditelo a nessuno. Non ai miei genitori, almeno.

Rimango sempre impressionata, invece, quando mi rendo conto che certe fragranze le porto “dentro di me, con me per sempre”. Mi fanno girare a cercare con lo sguardo “qualcuno” anche nella folla di un aeroporto, o in una caotica via centrale. La speziata nuvola violenta di Gucci Rush. One Million di Paco Rabanne, con le sue note più seducenti, quasi allegre. Il famosissimo, usato da tutti, D&G Classic. Si, sono tutti profumi da uomo: devo dire che li preferisco, hanno una magia in più.

Delle tendenze estive non riesco ancora ad avere un quadro completo: non parlo, ovviamente, dei dettami delle Case, delle Firme, dei Designer, quanto delle loro libere interpretazioni da parte del grande pubblico.

Per dirla semplicemente: ho visto in giro cose che, voi umani, non dovreste MAI portare in giro -parlo io con le mie unghiepelledisqualo, eh.-. Comincio a credere che, l’evoluzione della specie, comprenda anche un singolare processo di daltonizzazione globale. I colori hanno delle regole. Anche il famigerato Color Block (se non siete sicuri/e, meglio evitare.).

Per molti, l’estate diventa sinonimo di sciatteria. No. Si può essere semplicissimi e gradevolissimi usando comunque acqua, sapone e ferro da stiro.

E, vi prego:  basta, basta, basta, basta! Con quegli orribili sandali piatti da hobbit.

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Sbatteteli fuori.

Dalla vostra vita.

Tutti quelli che non credono in voi. A calci, se necessario.

Senza lettera di preavviso, senza spiegazioni (se le trovino da soli, visto che sono tanto bravi a comprendere e giudicare i percorsi degli altri), con tutta la violenza necessaria. Nel caso non sia necessaria, evitate di stringergli la mano, comunque: potrebbero afferrarla per trascinarvi verso il basso.

Sbatteteli fuori.

Non lo ripeterò mai abbastanza: sbatteteli fuori.

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Do: rendersi indipendenti.

Da tutto e tutti.

E’ la chiave della serenità, o almeno parte integrante di essa.

Non c’è nessuna dipendenza, al mondo, che porti qualcosa di positivo.

Affettivamente, emotivamente, economicamente, fisicamente… no, davvero. Staccatevi da tutto e sarete libere di avvicinare qualsiasi cosa quando, come e dove vorrete, godendone maggiormente e soffrendone molto meno.

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Aggiornamento sulle Pulizie di Tarda Primavera.

Come sapete -e se non lo sapete ciccia: non sono mica qualcosa che è necessario conoscere. Insomma, tra me e un manuale di PS ce ne passa, eh- ogni tanto, per motivi seri, meno seri, impegni, vogliadifarenulla, scaXXi vari ed eventuali, mi perdo.

Questo si ripercuote, nel blog, con tanti bei post mancati (ahah!) e un indecente accumulo di mail a questo indirizzo.

Dovrei certamente trattare meglio i miei penpal, anche quelli che scrivono porcate (anzi, forse, soprattutto quelli: mettiamo caso che tutta questa figheria sparisca da un giorno all’altro e mi trovassi sola e disperata… un paio di maniaci tra i contatti fanno sempre comodo!).

Insomma, ho ripulito la casella mail e risposto ad alcune richieste (no, non a quelle dei maniaci). Grazie comunque per le proposte (non solo ai maniaci).

Visto che c’è chi mi chiede più reviews di smalti (WTF?!) prometto che mi applicherò anche in quello.

Porella me. Saluti.

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Diverse necessità?

Parlo di noi Donne, noi Donne Amiche.

Chi non ha mai visto sparire nel nulla qualche amica, inghiottita dalla passione dei primi tempi o dalla lobotomia scuoricinante di una nuova relazione di coppia?

Eppure, ogni volta, io ci resto male. Lo so che poi tornano, eh. Come nel caso dei nostri simpatici ometti che, dopo il dovuto e necessario tempo di defervescenza, tornano imploranti e pentiti, anche le Amiche vere fanno così.

Se non dovessero tornare, vuol dire che non esistono più: rassegnatevi. La vostra brillante Amica dai capelli fluenti e lo sguardo monello, regina delle feste e vostra complice diletta è stata plagiata, sottomessa e mutata per raggiungere il modello delle Stepford Wives o, peggio ancora (insomma. Non so cosa sia effettivamente peggio, in realtà) quello della tristona in tuta felpata, coda di cavallo perenne, crocs e calzettone di spugna.

Come avrete capito, la mia soulmate si è fidanzata e io sono gelosa. Ma no, non del fatto che si sia fidanzata. Cribbio, io ho già i miei guai. Numerosi guai. Sono proprio gelosa di lei. Perché lei è mia, mia, mia!

No, piano. Questo non è un amore saffico. Lo definirei un incastro di anime complementari e un’associazione a delinquere di stampo fascinoso.

Mi manca la mia socia, quando è sempre via con lui. Mi manca quando non posso raccontarle in tempo reale tutti i casini che combino, impegnandomi al massimo per tenere alto il mio titolo ufficiale di DANNO.

Mi manca e mi fa incaXXare, perché questo sparire dai radar è una stupidata invereconda. Perché ci è già passata e lo sa, lo sa, lo sa, che un fidanzato/marito/boh potrebbe essere per sempre, ma un’Amica vera lo è sicuramente. E, quando si era ritrovata nella disperazione per colpa dei mancati fidanzati/mariti/boh, c’era l’Amica a lavorare con lei per rimettere insieme i cocci.

Ma mi rendo conto delle sue nuove necessità: dell’annebbiamento mentale e delle nuvole rosa in cui sguazza beata ora, dei cuoricini che hanno sostituito gli occhi, della -stupida, concedetemelo- esibizione delle sue qualità di casalinga/madre/cuoca/colf/tuttologa messa in atto per convincere lui (lui: che poi, povero cocco, è già bello che bollito e servito con contorno. Dalla prima volta che l’ha vista. E non potrebbe essere altrimenti. Quindi, tutto il resto, è POSERISMO all’ennesima potenza.) dell’essere la perfetta altra metà della mela.

E io, queste cose, le tollero male. Perché se tu, uomo, vuoi davvero gioire dell’immensa fortuna di avere ME come compagna di vita, mi ti prendi così come sono: un giorno meravigliosa e un giorno con i capelli da spinone randagio. Un giorno dolce e adorabile, un giorno -anzi 5- con il ciclo. Con l’arrosto che può venire da Gambero Rosso o da bidone dell’umido. Perché tu, uomo, sei imperfetto quanto e più di me, quindi tira le tue somme e, nel caso, avanti il prossimo.

Oh, riprenderemo questo argomento al più presto.

Facciamo che questo sia un “Amica, piantala; Volume I”. Si attendono sviluppi.

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Della serie: chi non muore si rivede.

Ve lo ricordate il Conte Dracula de Noartri?

Bene, è tornato.

Ora, ammettiamolo: da narcisista self obsessed quale sono, non posso restare indifferente di fronte a uno che mi scrive “continuo a pensarti; anche così lontana la tua presenza è forte dentro di me” ma, da Donna intelligente, ne approfitto per tirare fuori la lezione del giorno: gli uomini, anche quelli che non dovrebbero chiedere mai, sotto sotto, sono dei disperati disposti a tutto per portarti a letto.

In ogni caso, è sempre una soddisfacente laccata al mio ego splendente, quindi mi auguro che continui a propormi epistole tanto stucchevoli: potrei avere delle nipotine cui leggerle, tra mille sospiri e risatine, un giorno.

Ci sono anche quelli che, rendendosi conto dell’impossibilità dell’evento, ti si schiereranno contro osteggiandoti sul lavoro, nella vita privata, ogni volta che ne avranno occasione.

Sono dei Casi Umani da manuale. Gente frustrata che cerca rivalsa su chi percepisce come “più fortunato”. Visto che la nostra fortuna, in grossa parte, ce la costruiamo da soli/e, non abbiate troppa pietà nei confronti di questi soggetti. Sono lesivi. Fanno male e sono consapevoli di farlo. Allontanateli, rendeteli inoffensivi, non sentitevi in colpa nel rispondere al fuoco nemico.

E vi auguro un felice sabato di auto-affermazione: è Primavera, svegliatevi bambine.

(Che ad alcuni evidentemente s’è svegliato l’ormone, e di brutto.)

A prestissimo.

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